Molte medine tunisine (come quella di Tunisi o Sousse) sono costruite come veri labirinti senza una logica apparente per chi le visita per la prima volta, ma questa struttura serviva storicamente a proteggersi dal caldo e dagli invasori, creando ombra naturale e percorsi difficili da attraversare.



Per me questo è stato forse il viaggio breve più "local" che abbia mai fatto.
Sono stata ospitata per una settimana da un'amica conosciuta nei mesi in cui ho vissuto in Turchia. Era da un anno che non ci vedevamo e avevamo deciso di rincontrarci proprio in Tunisia. Lei mi ha accolto nella casa che condivideva con la sorella a Tunisi, e da subito mi sono sentita parte della loro quotidianità.
È stata un'esperienza bellissima, vissuta a 360 gradi da vera locale. Non ero una semplice viaggiatrice di passaggio: ero dentro la vita di tutti i giorni, con i suoi ritmi, le sue abitudini e le sue piccole routine.
La cucina è stata una delle parti più memorabili: tutto era molto saporito e spesso piccante, ricco di spezie che non avevo mai provato in modo così intenso.
Ho assaggiato piatti tipici come il couscous tunisino, spesso preparato con verdure e carne, il brik con l'uovo, croccante fuori e morbido dentro, il lablabi, una zuppa di ceci speziata e molto saporita, e la shakshuka, con uova cotte in salsa di pomodoro, peperoni e spezie. Ogni piatto aveva un carattere forte, deciso, e il piccante era quasi sempre presente.
Durante quella settimana ho vissuto la vita quotidiana tunisina tra i vicoli più autentici di Tunisi, dove il caos e la vitalità della città si mescolano in modo unico. Ma abbiamo anche esplorato i dintorni, tra cui Sidi Bou Said, con le sue case bianche e blu affacciate sul mare, e la bellissima Djerba, con i suoi paesaggi più rilassati e le atmosfere quasi senza tempo.
La Tunisia, per come l'ho vissuta io, non è stata solo una destinazione da visitare, ma un luogo da abitare anche solo per pochi giorni. Un viaggio breve, sì, ma intenso, autentico e profondamente umano.