Texas
NORD AMERICA · TEXAS

Texas — La mia prima esperienza negli Stati Uniti

Davide
8 min
Fatto interessante

Il Texas è così grande che, se fosse uno stato indipendente, sarebbe uno dei paesi più estesi al mondo. Con una superficie superiore a quella della Francia, attraversarlo da est a ovest richiede oltre dodici ore di guida. Questa vastità ha contribuito a creare una forte identità culturale: molti texani si definiscono prima texani e poi americani, un sentimento che affonda le sue radici nella storia dello stato, che fu una repubblica indipendente prima di entrare negli Stati Uniti nel 1845.

Il mio primo contatto con l'America

Il Texas non è stato semplicemente una destinazione che ho visitato. È stato il luogo in cui è iniziata la mia avventura americana. Dopo aver lasciato l'Italia, mi sono trasferito a Beeville, una piccola città della contea di Bee, nel sud del Texas. Si trova tra San Antonio e Corpus Christi, ma quando ci vivi ti rendi conto rapidamente che le distanze in Texas hanno un significato diverso rispetto a quelle a cui siamo abituati in Europa. Per raggiungere una città importante servono spesso ore di viaggio e avere un'automobile diventa quasi indispensabile.

L'arrivo nel caldo texano

Sono arrivato ad agosto, nel periodo più caldo dell'anno. Le temperature erano molto più alte di qualsiasi cosa avessi sperimentato in Italia e l'adattamento non è stato semplice. Gli allenamenti di calcio si svolgevano spesso nel primo pomeriggio, sotto un sole intenso e con un'umidità che rendeva ogni sessione particolarmente impegnativa. I primi mesi sono stati probabilmente i più difficili dal punto di vista fisico. Oltre ad adattarmi a una nuova cultura, dovevo anche abituarmi a un clima completamente diverso.

Beeville e la vita in un piccolo community college

Beeville è una cittadina di poche migliaia di abitanti immersa nelle pianure del sud del Texas. Non è il Texas che si vede nei film o nelle guide turistiche. Non ci sono grandi attrazioni, skyline o quartieri famosi. La vita ruota principalmente attorno al college, agli eventi sportivi e alla comunità locale. Per molti studenti internazionali il principale limite era la mobilità. Pochi possedevano una macchina e gli spostamenti erano difficili. Di conseguenza gran parte della vita quotidiana si svolgeva all'interno del campus o nelle immediate vicinanze. All'inizio questo aspetto è stato complicato. Passare da una vita in Italia a una piccola città del Texas richiede un periodo di adattamento importante.

Le trasferte di calcio e le strade infinite

Una delle cose che mi ha fatto capire davvero quanto sia grande il Texas sono state le trasferte sportive. Per giocare le partite attraversavamo spesso lo stato per ore e ore in autobus, percorrendo strade che sembravano non finire mai. Le distanze che in Europa significherebbero attraversare più paesi, in Texas spesso significano semplicemente andare da una città all'altra. Quelle trasferte sono diventate uno dei modi principali con cui ho scoperto il territorio. Dal finestrino si susseguivano ranch, pianure, piccoli centri abitati e lunghi tratti di strada dove sembrava non esserci nulla per chilometri.

L'importanza delle amicizie

Se c'è una cosa che ha reso speciale quell'esperienza, sono state le persone. Il gruppo di amici creato all'interno della squadra e del college ha avuto un ruolo fondamentale. Eravamo ragazzi provenienti da paesi diversi ma accomunati dalla stessa esperienza: vivere lontano da casa cercando di costruire qualcosa negli Stati Uniti. Quando si vive in un posto isolato, le amicizie diventano ancora più importanti. Gran parte dei ricordi che porto con me non sono legati ai luoghi, ma alle persone con cui li ho condivisi.

Thanksgiving a Houston

Uno dei momenti più belli di quei sei mesi è stato il Thanksgiving. Un nostro compagno di squadra messicano ci invitò a trascorrere la festività con la sua famiglia a Houston. Per molti di noi è stata la prima occasione per vivere una vera festa americana all'interno di una famiglia locale. Houston ci è sembrata enorme rispetto a Beeville. Grattacieli, traffico, quartieri moderni e una varietà culturale che non avevamo visto nella piccola città dove studiavamo. Durante quei giorni abbiamo visitato la città, assistito a una partita NBA e avuto finalmente l'opportunità di esplorare una parte diversa del Texas. È stato uno di quei momenti che permettono di vedere un altro volto dello stato rispetto alla vita quotidiana del college.

Corpus Christi e il Golfo del Messico

Ogni tanto riuscivamo anche a raggiungere Corpus Christi. Per chi vive nell'entroterra, vedere il mare rappresentava una piacevole pausa dalla routine del campus. Le spiagge del Golfo del Messico sono molto diverse da quelle a cui ero abituato in Italia, ma offrivano comunque un'opportunità per staccare dagli allenamenti e dagli impegni universitari. Anche se le visite sono state poche, rappresentano alcuni dei ricordi più piacevoli di quel periodo.

Sei mesi che hanno cambiato tutto

La mia permanenza in Texas è durata soltanto sei mesi. Successivamente mi sono trasferito in Kansas e, qualche anno dopo, a Chicago, dove ho completato il mio percorso universitario. Eppure il Texas occupa un posto particolare nella mia memoria perché è stato il mio primo vero contatto con gli Stati Uniti. Non è stata l'esperienza più semplice del mio percorso americano. L'isolamento, il caldo e la vita in una piccola città hanno rappresentato diverse sfide. Ma proprio per questo è stata una tappa importante. È lì che ho iniziato ad adattarmi a una nuova cultura, a vivere lontano da casa e a costruire la mia esperienza da studente-atleta negli Stati Uniti. Guardando indietro, il Texas non è stato il posto più spettacolare in cui ho vissuto. Ma è stato il punto di partenza di tutto il resto.