A Taiwan esiste una tradizione molto curiosa legata ai templi e agli oracoli chiamati "moon blocks": sono due piccole mezze lune di legno che vengono lanciate a terra per "chiedere" agli dei una risposta sì o no. Il modo in cui cadono viene interpretato come segno divino, ed è ancora oggi una pratica comunissima nelle visite ai templi.



Per me Taiwan è sicuramente il mio Paese preferito in Asia, anche se so che questo è legato anche al fatto che ho avuto la fortuna di viverlo per più tempo rispetto ad altri luoghi.
Ci ho trascorso sei mesi grazie a un'esperienza di Erasmus, un programma di scambio universitario che permette agli studenti di studiare per un periodo all'estero in un'università partner, vivendo un'esperienza accademica e culturale in un altro Paese. In quel periodo ho vissuto a Taichung, una città nel centro dell'isola, meno caotica rispetto a Taipei ma molto vivibile, verde e piena di vita quotidiana autentica.
Ho studiato alla Providence University, un campus molto grande e immerso nella natura, strutturato come una vera e propria piccola città: edifici universitari, dormitori, biblioteche, aree sportive e spazi all'aperto dove gli studenti si ritrovano tra una lezione e l'altra. Andavo a lezione tutti i giorni, ma avevo anche tantissimo tempo libero, che mi ha permesso di esplorare l'isola quasi ogni weekend.
Ogni fine settimana cercavo di scoprire un posto diverso: dalle città moderne come Taipei, con i suoi grattacieli e mercati notturni infiniti, fino alle scogliere e alle coste selvagge di Hualien e Taroko Gorge, una gola spettacolare scavata nella roccia. Taiwan è un'isola piccola ma incredibilmente varia, dove in poche ore di viaggio si passa dalla città alla montagna al mare.
Uno degli aspetti che mi ha colpito di più è il cibo. Taiwan è uno dei posti migliori al mondo per lo street food: i night market sono una parte fondamentale della vita sociale e ogni sera si trasformano in spazi pieni di luci, odori e vita. Si mangia letteralmente per strada, provando piatti continuamente diversi. Tra i più tipici ci sono i jiaozi, ravioli ripieni cotti al vapore o alla piastra, le zuppe di noodle servite in brodo caldo e saporito, il stinky tofu, famoso per l'odore molto forte ma amatissimo dai locali, e ovviamente il bubble tea, nato proprio a Taiwan e ormai diffuso in tutto il mondo.
Dal punto di vista religioso, Taiwan è uno dei luoghi più interessanti dell'Asia perché non esiste una sola religione dominante, ma un intreccio molto fluido di credenze. La maggior parte delle persone pratica forme di buddhismo e taoismo, spesso mescolate con religioni popolari tradizionali. È normalissimo vedere persone che pregano in templi molto decorati, bruciano incenso e fanno offerte agli spiriti o alle divinità locali. La religione non è vissuta in modo rigido, ma molto pratico e quotidiano: si prega per la salute, per la famiglia, per la fortuna o per decisioni importanti della vita.
La storia di Taiwan è complessa e ha contribuito a creare questa identità unica. L'isola è stata abitata per secoli da popolazioni indigene, poi ha subito influenze coloniali o straniere: prima olandesi e spagnoli nel XVII secolo, poi il dominio cinese, e successivamente il controllo giapponese dal 1895 al 1945. Dopo la seconda guerra mondiale, Taiwan è passata sotto la Repubblica di Cina, e con la guerra civile cinese è diventata il rifugio del governo nazionalista che si è separato dalla Cina continentale. Da qui nasce la sua situazione politica particolare e il suo delicato rapporto con la Cina, che ancora oggi influenza identità, politica e percezione internazionale.
Questa storia stratificata, insieme alla varietà culturale e religiosa, rende Taiwan un luogo estremamente ricco e sfaccettato.