La Via degli Dei prende il nome dai monti che attraversa: Monte Adone, Monte Venere, Monte Luario — divinità pagane che i Romani avevano trasformato in nomi di luoghi, e che il tempo non ha mai cancellato del tutto.



C’è un modo di viaggiare che non si prenota su nessuna app. Non ha hotel con la colazione inclusa, non ha itinerari ottimizzati. Ha solo un paio di scarpe (speriamo comode, per il tuo bene), uno zaino che pesa più di quanto avevi previsto, pochi vestiti che laverai in bagno la sera sperando asciughino per il mattino.
Camminare è il modo più antico di conoscere un posto. Lento, faticoso, a tratti scomodo. In Italia, dove ogni collina nasconde un borgo e ogni borgo nasconde una storia, andare a piedi rallenta tutto. E quando rallenti, inizi a vedere cose che a qualsiasi altra velocità non vedresti.
Distanza: circa 130 km — Tappe: 5–7 giorni — Difficoltà: media
La Via degli Dei collega Bologna a Firenze attraverso l’Appennino tosco-emiliano. Si parte da Bologna, che già da sola vale il viaggio, con i suoi portici e la sua cucina unica. Si cammina verso sud, su e giù per i crinali dell’Appennino, attraverso boschi, strade impervie e prati infiniti.
Si arriva a Firenze dalla parte giusta: non dall’autostrada, non dalla stazione, ma dall’alto, con la cupola del Brunelleschi che appare lentamente all’orizzonte mentre scendi verso la città. È un’entrata magica, un arrivo che sembra infinito.
L’Appennino emiliano-toscano non è un paesaggio spettacolare nel senso classico del termine. È semplice, verde, silenzioso. Troverai pochi punti ristoro, poche comodità, salite che fanno male alle gambe. E sarà esattamente in quei momenti, quando il panorama ti sembra piatto e i piedi non ne possono più, che succederà qualcosa di strano: la vita là fuori è frenetica, ma qui il tuo unico obiettivo è la prossima tappa.
Ci sono conversazioni che nascono mentre cammini che non si replicano altrove. Visi che non rincontrerai più, ma che ti ricorderanno qualcosa di importante: che la vita è un lungo cammino, e sei tu a decidere il passo.
Io ci sono andata con un’amica. E posso dirvi che camminare insieme a qualcuno per giorni interi, senza distrazioni, è uno dei modi più potenti per conoscere davvero una persona. Eravamo quasi arrivate a Firenze: ultima tappa, piedi in fiamme, ore di silenzio. Poi, non so come spiegarlo, ci siamo guardate e siamo scoppiate a ridere. E per qualche secondo abbiamo corso, senza sentire più niente. Solo una gioia inspiegabile, come se il corpo avesse deciso di regalarci quel momento proprio lì, proprio alla fine.